venerdì 21 febbraio 2014

Gusti

È parecchio sorprendente come possano cambiare ed evolversi i gusti di una persona nel corso degli anni.
Ero a Roma, sono casualmente finito al Vaticano, ed ho rivisto San Pietro con occhi più vecchi di qualche anno dall’ultima volta. Sono rimasto affascinato dalle statue che circondavano tutta la piazza, dalla loro naturalezza, dalla loro realisticità nei movimenti e nelle espressioni, dalla loro bellezza, e mi sono messo a guardarle una per una, quando magari qualche anno fa non gli avrei dato molta importanza. E così anche altre cose. Negli ultimi anni ho sviluppato un forte interesse per l’antico, per l’araldica, per gli arredi in legno scuro, per l’architettura, per gli antichi strumenti scientifici, per il design di oggetti e gioielli, e tantissime altre cose che prima non suscitavano in me così tanto fascino.

Sto invecchiando bene :3

martedì 18 febbraio 2014

giovedì 13 febbraio 2014

Old

Ma ve lo ricordate quando non c'erano ancora offerte per i messaggi gratis, e ci si faceva gli squilletti per dire "ti sto pensando"? O quelle volte, invece, che partivano dei duelli con gente che ti squillava con l'anonimo: quelli provavano a fare lo squillo più breve possibile, e noi cercavamo di rispondere in tempo per fargli spendere soldi. Si usava addirittura un termine apposito: "seccare" la chiamata. E ancora, quando sentivamo le interferenze dei cellulari mentre ascoltavamo i nostri lettori cd e ci aspettavamo una chiamata o un messaggio da un momento all'altro. Che poi avevamo imparato a distinguere i falsi allarmi dai veri, dal suono delle interferenze. Ce li avete mai avuti, invece, quei modem così vecchi che quando ti collegavi ad internet lo sentivi comporre numeri da solo e cominciare a fare fastidiosissimi stridii?
Quanti ricordi piacevoli.

lunedì 10 febbraio 2014

Truman Show

E’ capitato un po’ a tutti quanti, credo, di aver fantasticato almeno una volta di essere in una specie di Truman Show. Beh, io da piccolo ci fantasticavo sopra molto spesso. L’idea mi piaceva, avrei voluto veramente che fosse così. E ora vi spiego anche perché, è semplice. Io ho sempre sofferto dell’opinione che gli altri hanno di me. E non è una semplice paranoia, perché effettivamente quasi nessuno riusciva a farsi un idea positiva di me. Ero sempre il coglioncello di turno, il soggettone, il tipo strano, eccetera eccetera. Insomma ero quello che ero. Ma la gente mi giudicava solo dalle apparenze, per quello che sembravo, per quello che non riuscivo a dimostrare o che non ero capace ad esprimere. Se avessero potuto guardare dentro di me invece, conoscermi per quello che ero, frequentarmi in confidenza, avrebbero scoperto che avevo tantissime buone qualità, che avevo tanto da esprimere e da dare, che ero una persona buona e fedele, qualcuno che nessuno si sarebbe pentito a prendermi al suo fianco. Ed ecco allora che la fantasia di Truman diventava una scappatoia, ed assumeva per me la forma di un utopia: una mondo in cui in realtà tutte le persone del mondo mi conoscevano veramente per quello che ero, perché avevano sempre seguito la mia storia dal punto di vista della mia anima, che conoscevano quindi la mia reale indole, e che dunque erano in grado di apprezzarmi. Mi consolava immaginare che, se anche si trattava solo di una stupida fantasia irreale, ci potesse veramente essere anche solo una minima possibilità che fosse veramente così. Sarebbe stato giusto.
Non mi capita più di pensarci tanto spesso, adesso. E se mi capita, è per lo stesso motivo di tutti gli altri: puro divertimento della mente. In questi casi faccio un ghigno beffardo e soddisfatto, e penso: “beh, perlomeno con tutto il cambiamento che ho fatto gli avrò come minimo offerto uno spettacolo televisivo degno di nota!”.

Di questo mio modo di ragionare è rimasta solo una traccia nel rapporto che ho con Dio. Perché penso: “se mai un Dio onniscente dovesse esistere per davvero, starei tranquillo di essere nelle sue grazie. Perché lui mi conoscerebbe nel profondo e saprebbe che sono una brava persona”. Non per presunzione, ma per onestà.

giovedì 6 febbraio 2014

Fiuu

Oddio che brutta frase che ho pensato :-/
Ma tanto voi non la saprete mai, ed io me la sarò dimenticata. Tiè.

Scrittura, che pa... ssione.

Continuo ad avere tante idee per i post, me li appunto pure... solo che poi per pigrizia non li scrivo.
Nell'ultimo anno la mia voglia d scrivere è calata drasticamente. Una volta era un bisogno, una necessità, adesso è quasi un peso, una cosa da dover fare. Poi magari quando comincio a scrivere un post mi ci chiudo pure eh, e mi piace, solamente che al solo pensiero di dovermi mettere lì a scrivere un post penso "che palle, non mi va". Un po' come la mia pigrizia per i libri: una volta iniziati magari me li divoro, ma al solo pensiero di iniziarne uno ho il rifiuto. Infatti non capisco se è una questione di pigrizia che sta prendendo il sopravvento, o se invece il mio cervello si trova più comodo quando fa attività che lo impegnano passivamente tipo vedere la puntata di un anime o giocare ad un videogioco, rispetto ad una pratica che necessità un cervello attivo come la scrittura, e quindi preferisce oziare nelle prime. Che poi sarebbe una questione di pigrizia anche questa. La seconda ipotesi non mi piace per niente, comunque. Ao, cervè, io non voglio che ti abitui così eh...

domenica 2 febbraio 2014

Osservando...

L’immaturità è quando alla radio cambi continuamente canale finchè non trovi una canzone che ti piace. E quando finisce quella e ne viene un'altra che non ti piace ricominci a cambiare, e cerchi, cerchi, cerchi, e ti impazzisci perché non trovi mai nulla.

La maturità è quando rimani sintonizzato su un buon canale, e anche se una canzone non ti piace la lasci passare, perché sai che sicuramente non tra una, non tra due, quelle che ti piacciono arriveranno subito dopo.

martedì 28 gennaio 2014

The savior



Nero. Come se volesse soffocarti, caderti addosso, dirti che non potrai mai essere felice.


Ah, se solo avessi una scala! Salirei in cima, con una manata diraderei tutte le nuvole, e pulirei così il cielo, per tutte le persone del mondo.

sabato 18 gennaio 2014

Abacus

È assurdo che cominciamo a tenere il conto dal momento in cui ci affacciamo al mondo e non dal momento in cui prendiamo realmente forma come esseri viventi.

Contiamo gli anni di esperienza, non gli anni di vita.

venerdì 17 gennaio 2014

Edizioni Limitate

Non ho più ombra di dubbio, ormai, sul fatto che quando viaggio sono un'altra persona, completamente diversa. E’ un po’ come se avessi un altro io, dentro, che è la manifestazione più libera ed esplicita della mia reale essenza, che si manifesta solo il quelle determinate circostanze. La cosa bella, però, è che lo stacco tra le due non avviene in modo immediato. Perlomeno quando ritorno, forse quando parto si. Dunque quando ritorno il passaggio avviene in modo graduale, mi porto dietro le tracce dell’altro me, e per un giorno o due riesco ad essere il me libero e pazzerello anche qui, a “casa”, dove normalmente non lo sono. E’ figo.

***


E’ incredibile come anche dopo aver vissuto un intero mese con uno stile di vita completamente diverso dal solito, basti un solo giorno per tornare alle vecchie abitudini di sempre. Credo che siano in qualche modo collegate al luogo in cui ci troviamo: il cervello riconosce il posto e gli associa immediatamente le abitudini a cui era abituato. Che cosa stupida.