venerdì 31 agosto 2012

Zoomarine


Oggi sono stato a Zoomarine, un parco acquatico che sta a Torvaianica. È carino. L’entrata costicchia un po’, ma solo gli spettacoli che ci sono all’interno valgono il biglietto. Ed è veramente ben organizzato. Abbiamo visto gli spettacoli delle foche, quello dei delfini, quello dei tuffatori, quello dei pappagalli e quello dei rapaci (il più bello *.*). Inoltre in quella zona c’erano degli aerei da caccia che si stavano esercitando a fare delle acrobazie, e quando comparivano in cielo era bellissimo. La potenza dei rombi dei motori, poi, che rimbombavano come una tempesta nell’aria! Gli aerei mi affascinano veramente troppo. Oltre agli spettacoli ed agli animali ci sono molte altre attrazioni, tra cui molti giochi da luna park. Ad esempio le montagne russe, la torre, i trenini folli, gli scivoli, e cose di questo tipo. Ho provato a fare quello dei tronchi che vengono lanciati in discesa. Non mi sembrava molto alto, quindi nonostante avessi paura ho pensato che tutto sommato fosse fattibile. Non l’avessi mai fatto XD Ognuna delle tre discese mi è costata due anni di vita. Quella sensazione di vuoto, di picchiata, di velocità verso il basso… non riesco proprio a reggerla, mi sento male, mi fa provare troppa troppa paura :-/ Mai più >.<
È stata una giornata carina.


lunedì 27 agosto 2012

Dissidia


Un duetto tra Cosmos e Chaos accompagna il mio ritorno questa sera.

giovedì 23 agosto 2012

Più dei soldi


Mi capita molto spesso di trovare, sulla strada del porto, vicino casa mia, un barbone (?) seduto a terra, su un telo, che chiede l’elemosina. In realtà non è che la chiede, lui si limita a stare seduto in attesa di qualche anima pia, tenendo il piattino davanti a lui ed il cartoncino con scritto “ho fame”. Quindi non da fastidio. Ed accanto a lui c’è sempre un grande cane bianco sdraiato. Tutte le volte che passando lo vedo non posso fare a meno di pensare ad una cosa che ormai è nella mia testa da molto tempo: un giorno vorrei sedermi accanto a lui, sull’asfalto, chiedendogli «posso?», e farmici una bella chiacchierata. Sinceramente non so perché. Forse perché ho voglia di ascoltare la sua storia, di sapere come sia finito lì, di curiosare nel suo bagaglio culturale. La folla che passa non lo considera nemmeno. Passano tutti al di sopra di lui, viaggiano ad un livello differente, lo ignorano, lo evitano, e se a qualcuno cade lo sguardo è solo per un attimo, un movimento dall’alto al basso, che si conclude con un espressione di ribrezzo. È come se fosse un rifiuto, qualcosa che non ha più né dignità né il diritto di essere considerato come uomo. Non mi piace. Qualcuno si ferma a lasciare qualche spicciolo, ma a me piacerebbe fare di più. Fermandomi a parlare con lui, sedendomi sull’asfalto perdendo in questo modo la dignità, scendendo al suo stesso livello (agli occhi della gente), non preoccupandomi di sporcarmi i jeans, buttando all’aria quello che stavo andando a fare per dedicare del tempo a lui, lo farebbe sentire umano. Lo farebbe sentire degno di suscitare ancora l’interesse di qualcuno, di poter ancora tenere una conversazione amichevole con qualcuno che invece non lo giudica. E questo per me sarebbe un contributo molto più prezioso di pochi spiccioli. Inoltre sarebbe interessante: avrebbe sicuramente cose più interessanti da raccontare lui che non tutte le persone che passano “sopra”. Ma so che, per quanto sia una cosa carina, non riuscirò mai a fare nulla del genere. L’imbarazzo e la vergogna sarebbero troppi, non solo nei confronti dei passanti ma anche nei confronti del diretto interessato. Io non sono mai stato uno bravo a relazionarsi, quindi l’immagine di me che arrivo lì, faccio il figo di turno e risollevo la condizione di quel povero uomo può sussistere solo nelle mie fantasie.
Stasera tornavo a casa, ed ho visto una persona simile. Seduta a terra, su un telo, con un piccolo cane tra le braccia, la ciotolina per i soldi davanti ed il cartoncino scritto. Stavolta però si trattava di una ragazza. Avrà avuto forse la mia età, se non poco più piccola. Ma ciò che mi ha colpito di più è stata la sua bellezza. Non una bellezza sensuale, attraente, di quelle che dici “oh, guarda quella!”. La sua bellezza era nei suoi grandi occhi chiari, nel suo sorriso così spontaneo e di cuore, nella serenità del volto e nella delicatezza con cui teneva quel cagnolino tra le braccia. La sua espressione esprimeva felicità pura. Una di quelle bellezze disarmanti, che ti spiazzano. Mi ha ricordato Michela, le assomigliava. Ed infatti sono rimasto abbagliato per un attimo, mi ha colpito. Cosa ci faceva una ragazza come lei lì a terra a chiedere l’elemosina? Voglio dire: rispetto magari a quel signore, era meno giustificata a stare lì. Mi sono improvvisamente sentito più motivato a fare quel gesto che immaginavo solo nelle mie fantasie. Si, solo perché era una ragazza, lo ammetto. E forse anche perché era carina. Ma non era certo per provarci o per fare il galantuomo che l’avrei fatto. È che sarebbe stato sicuramente più piacevole farle con lei, quattro chiacchiere e due risate. Inoltre, così giovane e bella di spirito, probabilmente avrebbe avuto una storia più interessante da raccontare. Continuavo a chiedermi come fosse finita lì, mi sembrava impossibile. Siccome arrivato sotto casa mi sono accorto che avevo lasciato la borsa al negozio, sono passato davanti a lei tre volte: venendo a casa, tornando indietro, e poi tornando di nuovo. E tutte le volte pensavo a quando sarei ripassato davanti a lei, se avrei veramente avuto il coraggio di fare quella cosa. Ma per tre volte sono dovuto soccombere alla mia incapacità ed alla mia vergogna. L’ultima volta le ho voluto lasciare qualche spicciolo. Era perlomeno il minimo che potessi fare per lei, visto che per il resto non avevo abbastanza coraggio. Quindi mi sono limitato al gesto che fanno tutti gli altri: dedicarle un secondo di attenzione solo per lanciarle qualche moneta, un movimento che avviene sempre dall’alto in basso, troppo spesso dettato dalla pena. Mi vergognavo per non avere avuto la forza di fare di più per lei, quindi mi sono avvicinato con un certo disagio. Mentre mi chinavo a mettere i soldi nella ciotola mi ha detto «ciao!». Mi ha spiazzato. Mi aspettavo solo direttamente un “grazie”, mentre “ciao” sembra un saluto nei confronti di una persona con la quale si dovrà passare perlomeno un po’ di tempo. Mentre accennavo un “ciao” un po’ spiazzato pure io, mi ha detto «grazie». Due parole, pronunciate però con una voce bella e sicura. Mi è piaciuto ascoltarla. Ed ha sorriso di nuovo di cuore come l’avevo vista fare poco prima. Quel sorriso è valso molto di più degli spiccioli che le avevo dato, mi ha trasmesso il buon umore. Credo di essermi allontanato da lì un po’ imbarazzato >///< Chissà se saprà mai quello che in realtà avrei voluto fare per lei.

lunedì 20 agosto 2012

sabato 18 agosto 2012

Tappeti elastici


Stasera siamo stati a saltare sui tappeti elastici. Si, esatto, proprio quelli per bambini XD Non è un evento tanto importante da scriverci un post, però ho provato delle sensazioni molto forti. Io ho sempre avuto tantissima paura del vuoto. O meglio, della sensazione di vuoto sotto ai piedi. Infatti sin da piccolo sono sempre stato molto cauto sia con gli scivoli (anche d’acqua), sia con giochi da luna park tipo montagne russe o torri. Perché anche le cose che scendono giù in picchiata velocemente mi fanno lo stesso effetto. Provo molto fastidio durante i vuoti d’aria degli aerei, ad esempio, o quando con la macchina la strada spezza improvvisamente in discesa e c’è un attimo di vuoto. Quando mi hanno invitato ad andare a saltare sugli elastici, quindi, sono stato un po’ titubante. In Nuova Zelanda avevo avuto l’occasione di saltarci, e ricordo che avevo provato delle sensazioni di paura tremende XD Per non parlare delle foto: ne ho alcune in cui mi hanno beccato che tornavo verso il basso, ed avevo sempre delle facce terrorizzate da morire XD In ogni caso non mi sono fatto fermare, e sono andato lo stesso. È stato… particolare. Appena salito, mi sono sentito terribilmente a disagio. Non appena saltavo un po’ di più e mi alzavo a qualche centimetro da terra provavo una fortissima sensazione di vuoto sotto ai piedi che mi faceva impanicare. Vertigini proprio. Però piano piano ci ho preso l’abitudine ed ho cominciato a saltare sempre più in alto. Ogni volta che osavo di più riprovavo quella terribile sensazione di terrore e di panico, ma solo la prima volta. Poco a poco ho preso sempre più sicurezza, fino a saltare più in alto che potessi, a qualche metro di altezza, senza più paura. Poi ho voluto osare ancora di più: gli altri saltavano, si lasciavano cadere di sedere (o sdraiati all’indietro), e l’elastico li spingeva di nuovo in piedi. Volevo farlo pure io. Per questo mi ci è voluto coraggio, perché cadendo in posizione seduta e non sulle gambe ci avrei messo di più ad arrivare a terra, e questo significava più tempo di vuoto. Inoltre si trattava proprio di lanciarsi a terra, cosa dalla quale solitamente noi ci proteggiamo quotidianamente. Ci ho provato un paio di volte, saltando basso, ed era divertente. Poi ho provato a farlo sempre più in alto, fino a saltare più in alto che potessi ed a lasciarmi cadere di sedere. Non vi dico la paura ed il panico le prime volte >.< C’erano delle volte che mi spaventavo all’ultimo secondo e rimettevo le gambe in giù, istintivamente, rischiando pure di farmi male. Ma non mi bastava. Gli altri facevano addirittura una capriola in volo in avanti, cadevano di schiena, e l’elastico li rimetteva in piedi. Quello non potevo proprio farlo >.< Però mi incoraggiavano e mi istigavano «dai Ale, fai la capriola anche tu!», quindi alla fine ho cominciato a provarci. Le prime volte la facevo senza saltare, e tenendo le mani sul suolo, per avere un punto di riferimento fisso. Poi, poco a poco, ho preso sempre più sicurezza anche con questo, finchè non ho cominciato a fare proprio dei salti con capriola in volo. Ho superato tutte le mie paure, nonostante tutte le volte riprovassi quell’orribile sensazione, arrivando a fare cose che mai avrei potuto pensare. E mi sono divertito.


mercoledì 15 agosto 2012

Ferragosto '12


Per il prossimo anno devo ricordarmi di buttarmi su qualcosa di più particolare e diverso per ferragosto. Ormai mi sono stufato di passarlo sempre allo stesso modo. Mi è diventato noioso e monotono, e non mi stimola più. Non che io sia stato male, eh.

lunedì 13 agosto 2012

Odori

L’aria umida di pioggia e la scia di profumo di una donna, di una madre.
Che cosa dolce.

domenica 12 agosto 2012

Stelle cadenti

Stanotte siamo andati in campagna da mia nonna, immersi nel buio più completo, ci siamo sdraiati con gli asciugamani sull’erba e ci siamo messi a guardare le stelle cadenti. Che bello, una cosa del genere mi sa che non l’avevo mai fatta. Si stava proprio bene lì, sdraiati a testa in su, freschi, con il rumore dei grilli, a guardare il cielo stellato. Era magico. E pensare che ce l’abbiamo tutti i giorni sopra le nostre teste e non gli diamo mai importanza. Non so perché, ma pensavo alle persone del passato: chissà quante erano state in contemplazione delle stelle a quel modo, prima di noi, magari nel tentativo di studiarne il meccanismo ed i misteri, quando ancora non esistevano intrattenimenti moderni e le cose belle della vita erano quelle naturali.
Ho visto dieci stelle cadenti.

venerdì 10 agosto 2012

Addominali! °o°

Ih, un addominale! Due addominali! Ommioddio mi si vedono gli addominali! Un piccolo accenno, il contorno, su quelli in alto sotto ai pettorali. La cima della tartaruga praticamente. Che ficata! *.* Non mi era mai successo e mai avrei potuto pensarlo! Ok, ora dovrei farli uscire pure sotto, ma con tutta sta panza mi sembra impossibile XD

P.S. Minchia, ho messo due gambe potentissime. Volevo dimagrirmi un po’ le cosce, ma con tutti sti corsi di step non ho fatto che potenziarle. La grandezza è rimasta la stessa, solo che adesso è tostissimo da fare impressione: è tutto muscolo!

lunedì 6 agosto 2012

Cavalloni

Era una vita che non mi facevo un bagno a mare con l’acqua mossa ed i cavalloni. Che bello, mi sono sentito come un bambino : ) Da piccolo mi divertivo a prendere a pugni e calci le onde come a volerle fermare, o comunque per sfidare l’immensa potenza della natura. Mi sa che mi immaginavo tipo power ranger, quando lo facevo XD Questa cosa non l’ho persa. Ancora oggi preferisco tuffarmi faccia a faccia contro il cavallone che si sta infrangendo piuttosto che lanciarmi nella sua stessa direzione e prendere velocità. Mi diverto anche a prendere le onde di petto, per vedere se mi lanciano all’indietro o se riesco a contrastarle rimanendo con i piedi fissi a terra. Ho anche dato due schiaffoni assurdi caricando il braccio a due onde enormi che stavano per infrangersi, nonostante sapessi che avrebbe fatto un male assurdo XD Che bello sentirsi ancora bambini.

domenica 5 agosto 2012

Sonic Waft '12

Anche quest’anno il Sonic Waft Festival è stato una gran figata! Gli artisti di strada mi piacciono da morire, e vederne Anzio completamente tappezzata è stato elettrizzante. Speravo di ritrovare anche i “Mo’ Better Band”, e le mie aspettative non sono state tradite. Quest’anno gli ho comprato anche il cd. Che forti che sono quei tizi!

sabato 4 agosto 2012

35 kg

L’odore del ferro. L’odore del sangue. Un odore così forte.